Ricoverato al Santa Chiara di Pisa, camera numero uno e letto numero uno. Due giorni tranquilli, con tanto di movimento (questa si che è una novità), di pochi millimetri, del piede e del dito medio. Poi, una domenica di novembre ti svegli e hai un dolore cane. Ti inietti l’impossibile e non ti passa. Ti prendi male e scopri che chi ti ha visitato il giorno prima ha ridotto la dose di antidolorifico senza dirti niente e a te non fa effetto. Sembra uno di quei racconti che si sentono spesso sugli ospedali e invece è realtà. E allora fatica a trovare qualcuno dell’antalgica (è domenica), fatti rimettere le stesse dosi e cerca di distrarti su qualcosa che non sia il dolore al piede. Ma la parte migliore è quella del martedì mattina. Ore 9 visita con la psicologa. Compilazione di 535 domande, test in acqua calda e fredda per scoprire che uno dei problemi fondamentali è che non sopporto più il dolore (ma dai?). Ma, dai test, sono ancora normale. Incoraggiante.