Il titolo, copiato da Report, la dice tutta. Stamattina, parlando al telefono con un amico, mi sono ricordato del blog. Non che me ne fossi mai scordato veramente, ma negli ultimi 42 giorni le cose non sono andate proprio per il verso giusto. Per chi mi conosce e ancora non lo sapesse ho un acetabolo con tre viti e un nervo sciatico che ancora non funziona. Cosa è successo? Il 19 settembre, dopo una giornata al fronte con i ribelli che da quattro giorni assediavano Sirte, abbiamo deciso, per ragioni di sicurezza e razzi che cadevano troppo vicini, con il team di France Presse, di allontanarci dalla città prima di aprire i satellitari e spedire il video. Peccato non sapevamo che da lì a 3 Km più avanti un Pick-up parcheggiato sul ciglio della strada aveva deciso che sarebbe entrato in retromarcia nella nostra corsia mentre il nostro Toyota sfrecciava a più di 100 Km/h. Risultato, quello che ho scritto prima e che ripeto: frattura scomposta dell’acetabolo in 3 parti e blocco del nervo sciatico con relativo non funzionamento del piede destro. Ma tralascio tutta la storia di come sono stato tolto dalla macchina su cui viaggiavamo, praticamente distrutta, di come mi hanno portato prima indietro verso l’ospedale da campo e poi all’eliporto di fortuna a 40 Km di distanza e arrivo all’ospedale di Misurata, dove sono arrivato, appunto, con un elicottero di soccorso dopo oltre 4 ore. Alle 2 di notte arriva la prima operazione. Mi rimettono il femore al suo posto. La mattina, quando mi sveglio, mi dicono che tra qualche ora un volo militare del Qatar parte per Malta. riesco a saltarci sopra, sdraiato su una barella e dopo neppure una ora sono sull’isola al Saint James Hospital con il fotografo di AFP, che ha un taglio sulla testa (gli altri 3 in macchina non si sono praticamente fatti niente). Dopo 2 giorni, finalmente, l’assicurazione fa arrivare l’aereo che mi carica e mi porta a Pisa. Poi, dopo, la storia è praticamente questa: 33 giorni di ospedale, tra Cisanello e Santa Chiara, da sabato 22 a casa e dal prossimo sabato di nuovo al Santa Chiara di Pisa. Ma questa volta niente ferri. Si inizia la riabilitazione, anche se il piede destro ancora è immobile e si spera che tutto torni come prima.